Roma, 24 set. - "Governo, Rettori e Confindustria
accelerano sull'approvazione della riforma. Fermiamoli!". Cosi',
in una nota, Ateneinrivolta. "Sta proseguendo il dibattito
all'interno della Commissione Cultura della Camera- continua il
comunicato- Nella giornata di ieri sono stati ascoltati i pareri
della Crui (Conferenza dei rettori delle universita' italiane) e
di Confindustria. L'indicazione unanime emersa e' chiara: bisogna
accelerare sui tempi di approvazione del Ddl Gelmini ed il testo
alla Camera non dovra' essere modificato rispetto a come e' stato
approvato dal Senato". Per Enrico Decleva, Magnifico
dell'universita' di Milano e presidente della Crui "la riforma
universitaria e' un treno che non va perso e deve arrivare in
porto rapidamente". Secondo il vice presidente di Confindustria
per l'Education Gianfelice Rocca, per il quale il ddl va
approvato in aula entro meta' ottobre, "questa riforma deve
passare come e' uscita dal Senato".
Governo, Rettori e Confindustria "hanno dunque paura. Paura
delle rivolte studentesche che stanno per esplodere in tutti gli
atenei e in tutte le scuole italiane. Paura dell'indisponibilita'
dei ricercatori a sostenere incarichi didattici, forma di
protesta che di fatto ha bloccato l'inizio degli anni accademici
ovunque. Paura della diffusione virale della protesta, che dalle
scuole e le universita' potrebbe allargarsi a macchia d'olio,
legandosi alle lotte dei lavoratori come certamente avverra' il
16 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale dei
metalmeccanici".
Non abbiamo motivo dunque di essere
preoccupati di questa anticipazione da parte del Governo "che,
anzi, e' sintomo di estrema debolezza. E' necessario cominciare a
mobilitarsi fin da subito in tutte le scuole e tutte le
universita', convocare assemblee di facolta' e d'ateneo, saldarsi
fin da subito alla protesta dei ricercatori, degli insegnanti
precari e alle lotte dell'intero mondo del lavoro".
Il Governo ha intenzione di discutere il Ddl Gelmini il 4
ottobre alla Camera? Bene, noi ci saremo. "Ma allo stesso tempo
riteniamo necessario guardare oltre la sola riforma Gelmini e
affrontare i problemi della crisi e gli attacchi di Governo e
Confindustria nel loro complesso. Non vogliamo il semplice ritiro
di una riforma, non ci accontenteremo dei quattro spicci che ci
regalera' Tremonti. Noi vogliamo rovesciare un paradigma: quello
per cui a pagare siano sempre lavoratori e lavoratrici, precari e
precarie, studenti e studentesse. Con questa convinzione andremo
avanti determinati, ci riapproprieremo della scuola e
dell'universita' pubblica, conquisteremo diritti, difenderemo il
lavoro, eroderemo i loro profitti. Un autunno di grandi rivolte
e' alle porte, Governo e padroni lo hanno capito. Ora sta a noi
non deluderli!".
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