(ANSA) - ROMA, 17 SET - La privacy? E' una parte importante
dell'educazione civica. Lo sottolinea con forza Francesco
Pizzetti, presidente dell'Authority per la Privacy che ha messo
a punto un opuscoletto, disponibile in forma cartacea e digitale
sul sito, destinato alle scuole per fare chiarezza sul
trattamento delle informazioni relative agli studenti e alle
loro famiglie e sgombrare il campo da impropri ricorsi al
diritto alla privacy.
''Abbiamo predisposto questo strumento - spiega Pizzetti -
con un duplice scopo: rendere piu' facile l'applicazione delle
norme a tutela dei diritti relativi alla protezione dei dati
personali anche nelle scuole e diffondere una cultura positiva
della privacy favorendo la conoscenza di questo nuovo diritto''.
''Si tratta di un tema che e' parte importate dell'educazione
civica - aggiunge Pizzetti - e dunque rientra perfettamente
nell'ambito della materia 'Cittadinanza e Costituzione'''
introdotta dal ministro Gelmini.
Le scuole si muovono nella loro autonomia, ma ''ben venga'' -
conclude Pizzetti - se qualcuna decidesse di introdurre nel
proprio regolamento d'istituto alcuni dei principi illustrati
nel vademecum: la privacy, insomma, non deve essere vista come
un vincolo alla funzione pedagogica della scuola ma ''un
contributo alla crescita di una cultura del rispetto''.
Si possono usare i videofonini in classe? In generale s, a
patto di tenere filmati e foto per se'. I voti di fine anno
vanno affissi? Si', perche' ''le informazioni sul rendimento
scolastico sono soggette a un regime di trasparenza''. Chiarisce
questo e altro ancora il vademecum in questione (''La privacy
tra i banchi di scuola''). Spiega che utilizzare le informazioni
sulle convinzioni religiose degli alunni e' lecito solo per
organizzare la mensa scolastica o eventuali attivita'
alternative all'ora di religione. E precisa pure che le scuole
pubbliche non sono tenute a chiedere il consenso al trattamento
dei dati dei proprio studenti, mentre quelle private devono
informare i genitori e gli alunni che useranno i loro dati e
sono tenute a ottenere un consenso scritto. Allo stesso tempo,
si specifica che ''gli unici trattamenti permessi sono quelli
necessari al perseguimento delle finalita' istituzionali'', i
dati sensibili, quelli che riguardano per esempio l'origine
etnica, il credo religioso o le condizioni di salute, vanno
utilizzati se pertinenti e indispensabili, come per esempio per
il conteggio delle assenze per malattia, o per l'insegnamento di
sostegno in caso di alunni disabili.
L'utilizzo di videofonini e di apparecchi per registrare
suoni o immagini e' consentito. Ma i presidi, nell'ambito
dell'autonomia scolastica, possono regolarne o inibirne l'uso.
Non violano la privacy i filmini di recite e gite scolastiche,
va pero' prestata particolare attenzione alla eventuale
pubblicazione su internet, in quel caso e' necessario il
consenso delle persone riprese, pena la violazione della loro
riservatezza e il conseguente rischio di incorre in reati.
(ANSA).
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