Secondo l'associazione `Rete degli
studenti', la firma del protocollo 'allenati alla vita', siglato
tra la direzione scolastica della Lombardia ed il comando
militare dell'Esercito, rappresenta un ulteriore tassello della
politica che sta portando avanti questo governo: "l'iniziativa -
sostiene la portavoce Sofia Sabatino - di formativo dal punto di
vista didattico non ha nulla, se non abituare gli studenti a
seguire gli ordini e non a contraddire ciò che ci viene detto
`dall'alto'".
L'organo di rappresentanza degli studenti `medi' sostiene che il
progetto "delinea la chiara intenzione di allargare, in un futuro
sicuramente prossimo, la materia para-militare a livello
nazionale. Non è accettabile - continua Sabatino - che mentre il
ministro dell'Istruzione continua a elogiare la sua finta riforma
del sistema d'istruzione tagliando materie fondamentali,
licenziando precari e docenti, mettendo a rischio la vita degli
studenti ogni giorno costringendoli a seguire lezioni in aule
superaffollate, non garantendo una formazione di qualità, si
preoccupa di garantire che a centinaia di studenti lombardi venga
insegnato a sparare e a fare la guerra".
Per la portavoce della Rete "gli ideatori di questa follia
cercano di giustificare questo progetto neo-fascista sostengono
che il lavoro di gruppo, creato intorno all'uso di pistole ad
aria compressa, possa portare al contrasto del bullismo, ma non è
sicuramente questo il modo per contrastare questo fenomeno, anzi
questo serve soltanto ad istigare alla violenza".
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