«Studenti e studentesse, precari e precarie in lotta per un futuro». Dietro a questo striscione, domani tocca ai ragazzi delle superiori scendere in piazza. Ma l'intenzione, in questo che si annuncia senz'altro come un autunno caldo sul fronte delle proteste contro il governo, è quella di unire gli sforzi con universitari e lavoratori.
Domani, comunque, è il giorno della mobilitazione delle scuole, con il primo degli scioperi generali «a intermittenza» indetti dalla Flc-Cgil (per la prima ora o ultima ora di servizio). Con l'occasione - pur se «prendiamo le distanze dal sindacato dell'Unione degli studenti», precisa Matteo, del Copernico, a nome del Coordinamento degli studenti medi bolognesi - i ragazzi scendono in piazza.L’appuntamento è per le nove in piazza XX settembre: da lì gli studenti sfileranno lungo via Indipendenza e via Rizzoli, concludendo il corteo in piazza Santo Stefano.Lì entrerà in scena anche l’associazione «We care», che aderisce alla manifestazione proponendo una lezione in piazza, aperta alla cittadinanza, con il costituzionalista Andrea Morrone. «Il nostro intento è quello di coinvolgere l’intera cittadinanza nella protesta», spiega Davide Di Noi, coordinatore dell’associazione e presidente della Consulta provinciale studentesca.
Nella loro lotta, insomma, i ragazzi non vogliono essere soli. Anche perché, dice ancora Matteo, alle politiche del governo «opponiamo la nostra idea di riqualificazione della scuola e di una generazione». Ecco allora che gli studenti del Coordinamento, dopo la manifestazione di domani, si riuniranno per l’assemblea settimanale a Vag61 con l’intenzione di partecipare alle mobilitazioni annunciate in Ateneo (l’assemblea del 12 ed il presidio del 14) e sostenere la protesta dei metalmeccanici della Fiom, il 16: «Unire le lotte degli studenti e dei lavoratori è l’alternativa contro la crisi alle misure del governo», conclude Matteo.
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