mercoledì 4 gennaio 2012

PD. CONGRESSO GIOVANI, RACITI: NON HO PADRINI, BASTA IMPUNTATURE

Roma, 4 gen. - "Io non ho padrini, ricordo che sono stato eletto quando c'era Veltroni. Ho rapporti, non vivo sulla Luna, pero' questo congresso e' stato costruito in modo unitario" e "senza interventi esterni del partito". Cosi' il segretario uscente dei Giovani democratici, Fausto Raciti, risponde alle critiche sollevate dalla mozione guidata da Brando Benifei che aspetta il via libera dalla commissione di garanzia per poter partecipare al congresso. Il giudizio di legittimita', dice Raciti, "credo che arrivera' prestissimo, entro domani, pero' io non voglio commentare questioni formali che non spettano a me".
Raciti chiede a tutti, iscritti e militanti, di "parlare di politica". Si sta dando all'esterno un'idea di "un congresso chiuso mentre invece non e' cosi', ci sono solo delle impuntature, delle beghe regolamentari" mentre l'Italia ormai "discute di altro: di mercato del lavoro e di crescita. Vorrei lo facessimo anche noi".
Il segretario uscente insiste sul fatto che "spazi di discussione e democrazia sono garantiti anche in un congresso a tesi, anzi la discussione e' anche piu' politica. Non vedo davvero dove sia il problema".
A chi lo accusa del ritardo con il quale sono state pubblicate le tesi, Raciti risponde: "Ho riunito l'esecutivo un giorno prima della scadenza dei termini e c'era anche Brando e li tutti le hanno potute conoscere. Poi le ho spedite al sito e li' sono state pubblicate con qualche ora di ritardo".
Comunque, conclude, "spero che la commissione risolva questo problema per tornare a parlare di politica ed e' ovvio che i congressi non cominceranno finche' tutte queste questioni non saranno a posto".

Nessun commento:

Posta un commento